San Filippo Neri

Quando nasce l’oratorio? E chi è “l’inventore”? …chi si occupa di oratorio forse si è posto questa domanda qualche volta. E perché questo nome così… spirituale?

La risposta più precisa che possiamo dare è più o meno questa: l’oratorio nasce a Roma nel 1551 e affonda le sue radici nella santità di un prete appena ordinato, di nome Filippo.

Oggi – 26 maggio – è la festa di San Filippo Neri e credo sia doveroso un ricordo carico di gratitudine per questo santo a cui tutti noi, che ci occupiamo di oratorio, dobbiamo molto.

Filippo, in realtà, ha origini fiorentine. È nato nel 1515 e la bellezza artistica e naturale di Firenze e dintorni sembrano plasmare anche la sua persona fin da bambino. La vita poi lo ha portato a Cassino, da uno zio, a fare con lui il mercante, quando aveva 17 anni. Ma non fa per lui quella vita e preferisce vivere da pellegrino, in povertà, un “lungo” viaggio verso Roma. È qui che arriva a 19 anni e, col suo carattere allegro, darà vita ad un nuovo stile di essere Chiesa. Il suo carattere è buono, contraddistinto da serietà morale e grande attenzione a chi vive nel bisogno. Inizialmente fa il precettore (educatore) ma poi una profonda esperienza spirituale lo porta a fondare una confraternita dedita all’assistenza di coloro che uscivano dagli ospedali e vivevano di stenti. Così Filippo Neri diventa conosciutissimo e stimatissimo in tutta Roma e dintorni, per la sua affabilità, generosità e allegria contagiosa, tutte cose ben radicate nell’amicizia con Dio.

È il 1551 quando diventa prete, ed in modo quasi istintivo intorno a lui si riuniscono degli amici che quotidianamente, con la sua guida, vivono momenti di formazione: nasce quello che lui chiama “Oratorio Secolare”. Dal luogo – oratorio – di formazione e preghiera dei monaci (regolare) ad un luogo di formazione e preghiera per tutti (secolare).

L’esperienza prende piede molto velocemente. Dalla sua piccola cella, ad un granaio adattato, a luoghi sempre più grandi, per contenere il numero sempre crescente di persone: perché l’oratorio è il luogo dalla porta sempre aperta. Cominciano a farne parte persone di ogni ceto sociale, preti, religiosi e curiosi, artigiani, cortigiani e artisti, sfaccendati… tutti! Il problema era quello di utilizzare bene il tempo, perché l’ozio portava pian piano, specie in quei tempi, ad osterie, risse, gioco d’azzardo e disordine morale.

Anche le attività dell’oratorio vanno sempre ampliandosi. Bisognava trovarsi insieme per elevare lo spirito e ricrearsi in cose buone. Dalle prime attività, come la lettura di libri con – si direbbe oggi – dibattito partecipato da tutti, si arriva al canto di laudi in volgare, alla musica, le passeggiate con merenda, gli scherzi e i giochi. In particolare con i ragazzi. Ma per coloro che facevano parte dell’oratorio era previsto anche l’impegno, a turno, a far da infermieri nell’ospedale di S. Spirito in Sassia. La riforma del concilio di Trento diventava vita nell’Oratorio.

Nel 1564, diventato rettore della chiesa di S. Giovanni in via Giulia, ha finalmente una sede stabile dove comincia la forma di vita comunitaria con i suoi primi discepoli diventati preti, e che dedicano la loro vita a servizio degli esercizi dell’Oratorio. Gregorio XIII ne darà il riconoscimento ufficiale.

La sua influenza è stata enorme. Non solo nella vita di Roma, ma anche in quella di molti giovani poi diventati santi (due su tutti: Camillo de Lellis e Francesco di Sales) o grandi studiosi o, ancora, alti prelati; ma influente fu anche presso i potenti dell’epoca grazie alla grande considerazione e stima di cui godeva.

Don Filippo Neri muore a Roma il 26 maggio 1595 (415 anni fa). Ma quello che lui ha iniziato ormai non si può più fermare.

San Filippo Neri ha inventato e realizzato per primo l’idea di un luogo in cui la formazione dei cristiani sia caratterizzata dalla quotidianità, si svolga su tanti (tutti?) fronti, dalla preghiera all’arte al gioco, sia sempre strettamente legata all’attenzione dei poveri, la carità… e, ovviamente, aiuti a crescere in Dio. Un luogo aperto a tutti, un luogo che apra tutti all’amicizia gioiosa con Dio.

In fondo, la lezione di San Filippo Neri mantiene tutta la sua carica di profezia anche dopo 400 anni. A noi raccoglierla.

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